La "Firenze del Barocco"
Qui regna lo spettacolo luminoso del barocco: una fioritura di fantastica
inventiva, di sontuositą monumentale, temperata, in buona parte, dalla grazia,
dalla freschezza, dalla pura gioia creativa.
Nel labirinto dei centri storici, vicoli angusti si spalancano d'improvviso
su gioielli d'arte di incomparabile bellezza. Sulle facciate di chiese ed
edifici, finemente decorate, la pietra leccese dą vita ad innumerevoli creature
e ad infinite suggestioni: bassorilievi, balaustre, archi, navate, piccole
logge, nicchie, rosoni, si avvicendano in un movimento di spazi e di luci,
irradiando una singolare armonia, catturando lo sguardo.
Santa Croce
appare, come una visione irreale, alla svolta di un crocicchio, affacciata su
una strettissima via. Sembra caduta nel labirinto urbano per caso. Una facciata da sogno, una balaustra sorretta da animali fantastici e da una
fila di uomini, l'intarsiato rosone e poi l'interno del tempio:
luminoso, solenne, architettoni-camente scenografico.
Uno spettacolo ammaliante per qualsiasi visitatore.
L'estremo
dell'illusione si tocca, comunque, nella
fantastica scena teatrale di Piazza Duomo,
appartata, chiusa come in uno scrigno prezioso,
armoniosamente circondata di monumenti:
il Duomo Medievale, il magnifico Campanile, il
sontuoso Palazzo vescovile, lo splendido Seminario
con le sue bugne, le paraste, le logge, le colonne
e, all'interno, il pozzale, posto al culmine di
quattro gradini circolari e sormontato da uno
snello arco sommerso di statue e di rilievi
floreali.